Tour Luglio 2012

(Italia – Austria)

 

Mancavo dal Biker Days di Vipiteno dalla sua ultima edizione tenutasi nel 2009.

Il raduno organizzato dai Falken MC Sudtirol si tiene con cadenza biennale, ma nel 2011 venne posticipato di un anno per essere concomitante al 30° anniversario del club.

Siccome il week end precedente si teneva il raduno dei Lowen MC nei pressi di Trento decisi di abbinare i due eventi prendendomi una settimana di vacanza, invogliato anche dalla conoscenza di alcuni membri e supporter dei Lowen fatta di recente ad un raduno nel milanese.

Inoltre in zona di Trento avrei avuto modo di rincontrare l’amico Gianluca “Shovel” che non vedevo da tempo.

 

Sabato 13 luglio mi metto in viaggio, l’idea è raggiungere la prima tappa percorrendo solamente statali, in modo da non farmi arraffare soldi dalle autostrade e magari, grazie alle velocità più basse che avrei dovuto tenere, risparmiare anche sulla benzina che ormai è diventato un bene di lusso.

Inoltre la tratta da percorrere non è molto lunga, poco meno di 200 Km ed ho a disposizione tutto il giorno per raggiungere un raduno che si animerà principalmente nella serata.

La giornata in pianura padana è rovente e afosa.

Mi dirigo verso Lodi, proseguo per Crema e poi Brescia dove svolto verso nord sulla SS 45 bis detta Gardesana, perchè appunto costeggia la sponda occidentale del Lago di Garda.

Sarà forse perché ci vivo ma gli scenari piatti e poco emozionanti della Pianura Padana mi sono comunque cari, tuttavia lo scenario del Lago è decisamente più pittoresco.

In questo tratto il cielo comincia a farsi nuvoloso.

Raggiunta Riva del Garda proseguo verso nord, per ancora una ventina di chilometri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il paesino di Vigo di Cavedine dove si tiene il raduno dei Lowen MC si trova qualche centinaio di metri più in alto della strada che corre a valle.

Il raduno non è molto affollato, mi accoglie Jota, del chapter Alto Adige col quale faccio due chiacchiere, poi vado a montare la tenda ed infine scendo nel tendone per la cena.

Più tardi arriverò Gianluca “Shovel” col quale passerò la serata chiacchierando tra una birra e una grappa, mentre fuori si scatena un fortissimo temporale.

Tornando in tenda la bella sorpresa è che questa ha resistito alla furia del temporale e l’interno è caldo e asciutto.

 

 

 

 

 

 

 

La domenica mattina il sole è arrivato, in ritardo di un giorno, ma nuvoloni minacciosi si addensano da tutte le direzioni.

Smonto la tenda e ricarico la moto, non ho una meta precisa, l’idea è di restare in giro fino al week end successivo quando si terrà raduno dei Falken MC a Vipiteno, ma visto che sono da queste parti ne approfitterò per visitare alcuni posti che mi erano sfuggiti in precedenti viaggi.

Per oggi penso di cominciare ad addentrami nelle Alpi, inizialmente sbaglio strada e torno verso sud per qualche chilometro, comincia a piovere e ritorno sui miei passi, per fortuna più tardi il tempo migliorerà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passo da Pinzolo, sede del ritiro estivo dell’Inter, la cittadina è un tripudio di colori nerazzurri, faccio qualche foto e vado oltre.

Passo le stazioni sciistiche di Madonna di Campiglio e Campo Carlo Magno, quest’ultima Deve il suo nome al fatto che la tradizione narra, senza alcun riscontro storico, che Carlo Magno si fosse accampato proprio in questa località con il suo esercito durante la discesa verso Roma, nell'anno 800, per farsi incoronare imperatore del Sacro Romano Impero. (da Wikipedia N.d.A.)

A Dimaro svolto verso ovest in direzione del Passo del Tonale, passo dal Forte Strino, un forte austro-ungarico della 1° Guerra Mondiale.

Giunto al Passo del Tonale mi fermo per uno spuntino e visito il Sacrario ai Caduti della 1° Guerra Mondiale.

Il sacrario mi sembra tenuto un po’ meglio dell’ultima volta che passai di qui, però c’è sempre qualche maleducato, sta volta è una famiglia con bambino al seguito che continua piangere e fare capricci, questo è un luogo di silenzio e memoria, così dopo un po’ non ce la faccio più ed invito la famiglia ad uscire se non riescono a far tacere il loro marmocchio e loro zitti se ne vanno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel pomeriggio arrivo a Temù, decido di fermami quì per vistare il museo della Guerra Bianca in Adamello.

Per risparmiare prendo alloggio nell’albergo più sgangherato del paese, una topaia, camera piccola e spoglia, mobili vecchi e malconci, rete del letto sfondata e bagno poco invitante, il tutto per 20 euro, gli altri però erano di sicuro più cari.

Dopo una doccia vado a visitare il museo, ne avevo visto le indicazioni passando da queste parti nel 2009, ma non avevo avuto tempo di fermarmi.

Il museo della Guerra Bianca in Adamello, con sede a Temù (Provincia di Brescia), in alta val Camonica, è dedicato alla conservazione ed alla valorizzazione del patrimonio storico della prima guerra mondiale, ed in particolare della cosiddetta "guerra Bianca in Adamello", ovvero il fronte d'alta montagna che si estende dal passo dello Stelvio al lago di Garda. Il Museo della Guerra Bianca nasce proprio con l'intento di non dimenticare quel drammatico evento che sconvolse e spazzò via moltissime vite umane. (da Wikipedia N.d.A.)

Avendo risparmiato sull’albergo per cena vorrei concedermi buon ristorante, per cui scelgo quello che mi pare il più bello del paese, ma questo ospita il ritiro del Brescia Calcio, la sala è piena di gente e l’invitante menù esposto fuori non fa riscontro a quello che servono realmente, i calciatori devono tenersi in forma per cui quella sera c’è risotto o passato di verdure, ma dato io che non ho problemi di linea li saluto e vado a pranzo nella trattoria di fronte.

Ordino un piatto unico di cervo, polenta e funghi, 3 birre, un caffè e una grappa, alla modica cifra di oltre 30 euro, la cena non è stata ne eccelsa né a buon mercato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì mattina mi sveglio piuttosto tardi, scendo prendo un caffè e rimango un po’ a chiacchierare con un paio di avvinazzati avventori del bar mentre l’albergatore cerca disperatamente di mettere insieme i soldi necessari per darmi il resto.

Oggi vorrei portarmi verso nord fino in Austria, sembrerebbe logico valicare il Passo di Gavia, ma questo mi porterebbe verso il Passo dello Stelvio che ho già fatto con non poca difficoltà lo scorso agosto.

L’alternativa allo Stelvio è il Giogo di Santa Maria, (Umbrailpass), facendo quindi un’escursione in Svizzera, ma dalla cartina questa sembra una strada secondaria e il passo è alto 2501mt. temo che possa essere un percorso particolarmente impervio e non me la sento con la moto carica.

Mi risolvo quindi a rifare il Tonale in direzione opposta e poi continuare verso est.

Mi fermo a fare qualche foto nei pressi del Lago di santa Giustina e poi proseguo verso il Passo della Mendola dove mi concedo uno spuntino per pranzo.

Sceso verso Bolzano imbocco la SS.12 del Brennero.

Sono passato dal Brennero decine di volte ma sempre in autostrada, per cui voglio per una volta vedere questa statale.

Prima della costruzione dell’autostrada l’SS.12 era la principale via di comunicazione tra l’Italia e l’Europa centrale, ma penso che ora abbia perso volumi di traffico e con essi importanza, forse è per questo che in alcuni punti, specie nei pressi del confine mi da un senso di abbandono.

La prossima sosta carburante la farò in Austria dove, non appesantita da assurde accise, la benzina costa un bel po’ di meno, così ne approfitto per dare da bere alla mia moto un pieno di costosa V-Power.

In Austria anche l’autostrada è meno cara e così compero il bollino e imbocco l’A13 per Innsbruck, qui svolto verso ovest ed esco poco dopo.

Avevo pensato di raggiungere un castello posto a nord del Fernpass che avevo notato nel 2011 passando da quelle parti.

Nei pressi di Zirl imbocco una strada che porta verso nord e sembra essere quella giusta, ma dopo un tornante a gomito questa diventa ripidissima e decido di tornare indietro, inoltre fare manovra con la moto carica su di una simile pendenza non è facile.

Proseguo verso ovest e mi fermo per la notte nel viaggio di Obsteig, in un’accogliente pensione che però è addobbata con trofei di caccia in modo ossessivo e inquietante.

Ero già stato qui lo scorso agosto, il ristorante dove avevo cenato allora è chiuso e la proprietaria della pensione me ne indica un altro poco distante, molto caratteristico ma un po’ caro.

Ceno con un piatto di goulash tutt’altro che abbondante, ma recuperò con un dolce alla frutta davvero spettacolare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì mattina dopo un’abbondante colazione mi metto in viaggio verso il Fernpass, valicato il quale arrivo ad castello di Eherenbeg nei pressi dei Reutte.

Il castello ospita un museo sulla cavalleria medioevale, ma a parte qualche armatura, (delle quali non so nemmeno dire se siano originali o ricostruite), ci sono solo delle riproduzioni di armi ed elmi medioevali, assicurati con delle catenelle agli espositori così che i visitatori possano provarli.

Un paio di manichi vestiti da crociati, e dei filmati in tedesco sul medioevo e sulla cavalleria completano il tutto.

Nell’insieme da molto l’impressione di una mostra istruttiva per bambini ma niente di più, forse sarà più interessante quando a fine mese sarà una rievocazione con tanto di giochi dei cavalieri, ma io non sarò qui.

Risalgo in sella, ma non ho voglia di rifare al contrario la strada appena percorsa per cui proseguo verso nord.

Arrivo a Fussen in Germania, i famosi castelli di Ludwig II di Baviera non mi interessano, o meglio, mi piacerebbe visitarli ma non mi va di fare ore di fila all’ingresso, ci ho già provato lo scorso agosto e o dovuto rinunciare, così proseguo verso nord.

Una ventina di km più avanti, dopo Steingaden, svolto ad est verso Garmish-Partenkirchen, seguo la strada verso est fino a Krun e poi a sud verso Mittenwald, scoprirò poi di aver percorso un breve tratto della Deutsche Alpenstrasse, un itinerario sulle Alpi Bavaresi che va da Lindau a Berchtesgaden, un giorno dovrò percorrerla tutta perchè quel poco che ho potuto vedere è davvero bello.

Pochi km dopo Mittenwald rientro in Austria attraverso lo Scharnitzpass, poco più avanti nel paesino di Scharnitz trovo un museo di vecchie auto e moto che mi fermo a visitare, ce n’è anche uno di moto ma è chiuso, sembrano più che altro collezioni private e mostre-scambio.

Finita la visita proseguo, la strada da l’impressione di essere ad un’altezza ragguardevole e ad un certo punto comincia scendere ad una pendenza sempre più accentuata, cosa che mi da un po’ di vertigine ma innestando le marce basse e mantenendo la calma arrivo a valle senza problemi.

Mi trovo nei pressi di Zirl, praticamente ho fatto in direzione opposta quel tratto di strada che ieri avevo rinunciato a fare a causa della pendenza.

Mi dirigo verso Innsbruck dove decido di fermarmi per qualche giorno.

Ad una piazzola di sosta nei pressi di Innsbruck trovo un ufficio informazioni dove chiedo per un campeggio in città.

Giunto in città raggiungo uno dei camping segnalatimi, ubicato nel sobborgo di Vols.

Il camping è piccolo ma ordinatissimo e pulito, purtroppo non c’è un bar, ne uno shop all’interno, c’è solo una pizzeria che apre dalle 18 alle 23, inoltre il costo del camping è elevato, con la tenda e la moto pago 20 euro al giorno.

Montata la tenda mi faccio una doccia e poi vado a cena nella pizzeria, siccome ho una fame da lupi prendo la pizza più farcita che trovo, si chiama “siciliana” ma è diversa dalla classica siciliana, capperi, acciughe e origano che si usa da noi, qui c’è su di tutto, tonno, carciofi, peperoni, peperoncini, comunque per questa sera va benissimo e poi la cameriera è una tale bellezza che il solo vederla, (e purtroppo ammirarla sarà tutto quello che porto fare), fa digerire ogni cosa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì, mi sveglio abbastanza presto perché il terreno è piuttosto duro e sto usando solo il materassino autogonfiabile sottile, riesco quindi a dormire solo lo stretto necessario.

Il campeggio come ho detto non ha un bar e quindi niente colazione.

Vado a piedi fino alla stazioncina di Vols, qui prendo il treno in direzione Innsbruck per visitare la città, purtroppo la biglietteria automatica è solo in tedesco e sbaglio qualcosa nello stamparmi il biglietto ma fortunatamente non incontro il controllore.

Scendo alla stazione centrale dove finalmente prendo un caffè nel primo bar che incontro.

Comincio a girare a piedi per il centro, vorrei vedere il famoso Goldenes Dachl, il Tettuccio d’Oro così seguo i cartelli con le indicazioni turistiche, ma fatico a trovarlo.

Incredibilmente ci passo sotto avanti e indietro almeno un paio di volte ma mi accorgo di essere lì solo quando vedo alcuni turisti giapponesi che fotografano qualcosa nel palazzo dietro di me.

Inutile dire che il Tettuccio d’Oro per quanto bello possa essere non mi ha impressionato particolarmente.

Si tratta di un erker, (ma per essere più chiamo meglio dire una loggia), tardogotico, considerato l'emblema della città. Il tetto è coperto di 2.657 scandole dorate.

L'edificio è stato costruito nel 1420 come residenza dei conti del Tirolo.

In ricorrenza dell'arrivo del 1500 Massimiliano I  fece aggiungere da Niklas Türing l'erker. I lavori durarono dal 1497/98-1500.

Rilievi sull’erker mostrano Massimiliano I con le sue due spose, cancelliere, giullare, ballerini di morris e stemmi (gli originali sono al Tiroler Landesmuseum).

Nel 1996 nell'edificio fu costruito il Museum Maximilianeum e nel 2007 fu riaperto dopo lavori ampliamento e risanamento come Museum Goldenes Dachl (museo tettuccio d'oro). (Da Wikipedia N.d.A).

Incuriosito del fatto che il museo attiguo è dedicato all’Imperatore Massimiliano, decido di vistarlo ma anche questo non è niente di speciale, almeno però potrò affacciarmi dalla loggia del Goldenes Dachl come si dice facesse l’imperatore mio omonimo.

Finita questa visita giro ancora un po’ per il centro e per i negozi di souvenir, mi sarebbe piaciuto trovare qualcosa con l’effige dell’Imperatore Massimiliano I, visto che portiamo lo stesso nome e essendo questo personaggio storico così importante per Innsbruck, tanto da averne edificato il monumento simbolo, non sarebbe nemmeno strano, invece non trovo niente.

Si è intanto fatta ora di pranzo così mi fermo in una bella gasthaus del centro dove prendo un goulash di cervo e una birra scura.

Dopo pranzo continuo un po’ la passeggia per il centro dirigendomi verso la stazione per rientrare in campeggio.

Innsbruck mi è piaciuta ma non ci ho trovato niente di speciale.

Un certo punto mi ferma una bella ragazza che vuol vendermi un cd di musica rock, dice che è di una band estone e che hanno bisogno di quei soldi per continuare il tour e per sopravvivere, gli faccio presente che io lavoro duro tutto l’anno per permettermi queste vacanze e così dovrebbe fare anche questa band, le passioni vengono dopo, prima sopravvivere e perché io, che ho lavorato per permettermi di vivere le mie passioni dovrei aiutare loro che hanno anteposto queste al primo sostentamento?

Qualche spicciolo gliel’avrei pure dato ma il cd costava caro e non mi interessava.

Non sapendo più cosa fare la tipa identificatomi come un biker comincia a farmi il nome di un club famoso e dice che questa band avrebbe suonato ai raduni tale club.

Per come la vedo io se pensa di farmi fesso spacciandomi nomi altisonanti, solo perché sono un biker ha sbagliato tutto.

Quindi la saluto e gli dico che è davvero carina e mi dispiace dirle no, ma non è così che va il mondo.

Rientro in campeggio nel pomeriggio, e rimango lì a leggere e rilassarmi fino a sera, alla sera ancora pizza e qualche birra, in compagnia della pipa e di un buon libro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì mattina mi sveglio sempre presto, prendo la moto, mi fermo al primo distributore a fare il pieno e prendere un caffè, poi imbocco l’autostrada e raggiungo Hall in Tirol, dove si trova la locale filiale di Louis, una catena di negozi per motociclisti che si trova solo in Austria e Germania.

Quando arrivo il negozio è ancora chiuso, mentre aspetto noto un membro degli Underground MC Austria, come è usanza tra motociclisti ci salutiamo ma la cosa finisce lì.

Mi trattengo un po’ da Louis, purtroppo in Italia questa catena di negozi non c’è, così quando passo in Austria o Germania non manco quasi mai di farci una visita e alcuni a acquisti.

Finito lo shopping rientro verso Innsbruck, voglio visitare anche la filiale di Hein Gericke, un'altra catena analoga, si trova in una zona commerciale alla periferia di Innsbruck.

Cercando di riprendere l’autostrada mi imbatto nella clubhouse degli Underground MC Austria e poco più avanti nel membro che avevo visto prima da Louis, il quale in un buon italiano mi indica come raggiungere Vols, il week end successivo ci rivedremo anche al Biker Days.

È ancora presto per rientrare in campeggio così faccio una puntata in città per vistare The Other Place Innsbruck un bar gestito dagli Hells Angels, fatico un po’ a trovarlo perché più in centro di quanto pensassi, alla fine ci arrivo ma purtroppo è chiuso.

Rientro così al camping, la sera andrò a cena in una gasthof in un paesino vicino, dove mi serviranno un ottimo piatto a base di speck patate e uova.

Dopo cena rientro alla pizzeria del camping mentre mi faccio qualche birra e fumo la pipa il titolare insiste per offrimi un paio di bicchierini di grappa artigianale e ne approfitto anche per pagare il conto del camping dato che domattina non ci sarà nessuno.

 

 

 

 

Venerdì devo mettermi in viaggio per raggiungere l’ultima tappa di questa vacanza, il Biker Days organizzato dai Falken MC Sudtirol, manco a farlo apposta la giornata è grigia.

Da Vols a Vipiteno dove si tiene il raduno sono meno di 60 chilometri, penso così di evitare il pedaggio di Ponte Europa, ma evidentemente prendo lì’uscita sbagliata perché mi trovo ad arrampicarmi su per un monte, il cielo è grigio e a tratti pioviggina, con questo tempo non me la sento di fare strade di montagna per cui ritorno sui miei passi e mio malgrado sborso il pedaggio di Ponte Europa.

Almeno mi concedo una fetta di torta ed un caffè alla stazione di servizio appena prima del viadotto, dalla quale si vede uno spettacolare panorama sula vale sottostante.

Arrivo al raduno in tarda mattinata, Alla cassa ho anche modo di conoscere la moglie di un membro del club che è originaria di Pavia.

La pioggia concede una tregua e riesco a montare la tenda, poi pranzo con un ottimo stinco di maiale e un paio di birre, nel pomeriggio faccio un giro per gli stand poi un riposino.

Il maltempo sembra una maledizione per questo raduno, tre anni fa piovve abbondantemente per tutto il week end, le cime nei dintorni si imbiancarono e il sole si fece vedere solo la domenica, questa volta fa un po’ meno freddo ma nel pomeriggio si scatena un acquazzone violentissimo, tanto che un’allegra signorina decide di denudarsi in pubblico dei suoi vestiti fradici, farsi prestare una maglietta asciutta e rientrare nel tendone con quella, purtroppo non sono riuscito ad immortalare la scena.

L’acquazzone è stato così violento che l’acqua comincia filtrare anche sotto al tendone principale in veri e propri laghi, in diversi punti resterà un vero pantano nonostante gli sforzi degli organizzatori che spargono quintali di trucioli di legno.

Nel tardo pomeriggio arriva Antonino col quale passerò questo ultimo scampolo di vacanza.

Parlando del raduno in se devo dire che l’ho trovato un po’ ridimensionato rispetto all’ultima edizione del 2009, inoltre il ticket d’ingresso è stato di 15 euro, mentre allora fu gratis, tuttavia credo che siano cose comprensibili, visto la crisi che ci attanaglia e che il Biker Days rimanga sempre un evento valido e dai costi assolutamente giustificati, specie se paragonato ad altri raduni della scena nazionale.

Semmai fu nel 2009 ad essere una cosa eccezionale e sono contento di esserci stato anche quella volta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato mattina pensiamo di visitare la città anche per non stare tutto il giorno al raduno a bere birra.

Il centro di Vipiteno è poco distante dalla zona del raduno, così decidiamo di andare a piedi, ma la pioggia ci sorprende alle porte della città e ci ritroviamo bloccati in un bar l’unica cosa da fare è bersi qualche birra.

Più tardi il tempo migliora e riusciremo a raggiungere il centro, dove pranzeremo in un ristorante sulla via principale purtroppo accompagnati dalle chiacchiere e dalle sbruffonate di un rompipalle immigrato dal sud che ci ha eletto suoi amici e non ci molla un attimo, non è molesto ma stupido, noioso e probabilmente ballista, certa gente mi da fastidio specie in un contesto con tanti stranieri, perché danno una cattiva immagine del nostro paese.

Dopo aver assistito al passaggio del corteo di moto nell’Altstad rientriamo al raduno, in tempo per assistere alle esibizioni di freesyle.

La sera ci saranno ancora concerti e spettacoli, ma noi passeremo gran parte della serata la passeremo al tavolo nel tendone principale chiacchierando con una coppia di guzzisti tedeschi.

Tuttavia Antonino crolla dopo qualche bicchiere di troppo ed io sento la stanchezza di una settimana in giuro, così non facciamo molto tardi.

Lui domani riprenderà la sua vacanza puntando vero nord, io invece punterò decisamente verso casa.

 

 

Max “Guzzi” Pavia