Tour Agosto 2009

(Austria – Repubblica Ceca – Germania)

 

Senza molta voglia di viaggiare, in quanto avevo già girato parecchio, ne con idee particolari, decisi per un viaggio in zone già viste dove già ero ambientato e magari avrei potuto visitare qualcosa che mi era sfuggito nei precedenti viaggi.

 

Parto da Pavia di buon mattino viaggiando verso est.

Nel pomeriggio passo il confine di Tarvisio ed entro in Austria, passo Villach e  Kalgenfurt, puntando verso Graz.

avevo già previsto una sosta in Austria, per di più verso sera vengo sorpreso dalla pioggia, così mi fermo per la notte nei pressi della cittadina di Wolfsberg.

Poco fuori città mi inerpico su per un monte seguendo le indicazioni per una gasthaus.

La strada è stretta e ripida, a causa della pioggia non mi sento molto sicuro, però avrò modo di notare come il posto meriti la fatica fatta per raggiungerlo.

Si tratta di una locanda piuttosto rustica, non mi pare una metà per turisti, cosa che apprezzo, ma soprattutto il panorama che si gode sulla vallata sottostante è spettacolare, alle volte si incappa in luoghi non rinomati ma davvero belli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’indomani ridiscendo dal monte, faccio un veloce giro nel centro di Wolfsberg, in cerca del landtabak, un particolare tabacco da pipa che mi è stato detto si trovi solo in Austria.

Purtroppo la mia ricerca sarà senza successo e per questo viaggio dovrò accontentarmi, (si fa per dire), del mio “Forte” da pipa e dei miei Toscani Garibaldi.

Riprendo la strada, passo Graz, poi Linz dove lascio l’autostrada ed entro in Repubblica Ceca.

Viaggio sulla statale che dal confine austriaco porta verso nord per Ceskè Budèjovice, una zona che ho già avuto modo di visitare nel 2006, ma ora la trovo più abbandonata, c’è più squallore forse la crisi si è fatta sentire anche quì.

Con qualche difficoltà, dovuta alla scarsa segnaletica, arrivo a Cesky Krumlow dove mi fermerò per alcuni giorni.

Cesky Krumlow è una cittadina turistica, trovare un albergo non è facile, quelli per turisti sono pieni, prenotati e comunque cari anche per gli standard occidentali.

Appena fuori dalle zone turistiche si trovano altri alloggi un po’ squallidi, poi basta girare un angolo per trovarsi tra splendide villette, che strano posto.

Alla fine trovo alloggio perso un alberghetto senza pretese ma accogliente e ad un prezzo accettabile, la mia stanza è nella soffitta e la finestra è un abbaino, nessun problema, anzi forse è più caratteristico e poi c’è anche un cortile interno per la moto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Český Krumlov  è una città della Boemia meridionale, molto conosciuta per la raffinata architettura del centro storico e per il Castello.

Era conosciuta come Krumau fino alla Seconda guerra mondiale.

Český Krumlov letteralmente significa "Krumlov Ceca (Boema)"; ne esiste infatti anche una morava.

La costruzione della città e del castello iniziò verso la fine del XIII secolo come guado del fiume Moldava importante per gli itinerari commerciali.

La maggior parte dell'architettura del centro storico e della parte adiacente al castello è da datare dal XIV secolo al XVII secolo, le strutture sono in stile gotico, rinascimentale e barocco.

Il nucleo del centro storico è all'interno della curvatura a ferro di cavallo del fiume, con il castello dall'altra parte della Moldava.

Durante il regime comunista della Cecoslovacchia, Krumlov cadde in uno stato d'abbandono, ma dopo il 1989 fu ristabilita l'antica bellezza della città e ora è una delle maggiori mete vacanziere nella Repubblica Ceca.

Il castello di Krumlov è insolitamente grande e raffinato per una città delle dimensioni di Krumlov; per dimensioni è secondo soltanto al complesso del castello di Praga.

Il centro storico della città è patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Altra curiosità, vi è stato ambientato il film Hostel, diretto da Eli Roth e prodotto da Quentin Tarantino.

(da wikipedia N.d.A)

Ho visto quel film è non mi è piaciuto, solo una sequenza di sadiche nefandezze e luoghi comuni offensivi sui paesi dell’Europa Orientale, fossi un cittadino di quei paesi mi sentirei offeso ed infatti pare che il film abbia suscitato sentimenti simili da quelle parti.

 

 

 

 

Quella sera ceno con uno spettacolare stinco di maiale in quello che mi pare il miglior ristorante della città, ubicato nella piazza principale, Nàmestì Svornosti.

Nei giorni seguenti visiterò la città.

Il Museo delle Torture, ospitato nelle cantine del municipio, tanto scenografico che ricorda più  un tunnel dell’orrore da luna park che non un museo.

Il bellissimo castello, nel cui fossato stando alla guida turistica dovrebbe vivere una famiglia di orsi bruni, ma ormai pare ne sia rimasto uno solamente, si sentirà solo e stordito dai turisti che lo assillano fotografandolo.

Nei sotterranei del castello sono esposte delle sculture strane e un po’ inquietanti che davvero non capisco, mentre dalla torre si può godere di una splendida vista sulla cittadina e sull’ansa della Moldava dove i turisti praticano rafting.

Intramezzo le visite gustando specialità locali nelle varie birrerie, tra cui una particolarmente curiosa, piena di oggetti antichi e che ospita all'interno un vero e proprio museo di auto e moto d'epoca, purtroppo il servizio e la qualità dei cibi proposti non sono all'altezza del locale.

L’ultima sera mi concedo una birra ed un sigaro in un locale sulle sponde della Moldava, dal lato opposto del fiume incombe il maestoso castello e da un altro locale arrivano le note di alcuni pezzi rock rifatti in stile piano bar, mentre il fiume scorre placido traendo bagliori dalle luci dei locali… magico, peccato essere da solo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lasciata Cesky Krumlow mi rimetto in viaggio verso nord ovest, vengo fermato quasi subito da un violento acquazzone ma poco dopo riesco a ripartire.

Passo Plzen attraversandone il centro caotico, sarebbe interessante fermarsi a visitare il museo della birra ma la mia tabella di marcia mi impone di proseguire, sarà per un'altra volta.

Ancora a nord verso Karlovy Vary, importante stazione termale, dove mi fermo solo per uno spuntino, del resto non sono molto interessato ai benefici delle acque, preferendo quelli della birra.

Oggi ho attraversato piacevoli campagne, boschi e colline, ma anche paesini anonimi con edifici sgradevoli che sembravano far rivivere il periodo comunista.

Verso sera arrivo a Cheb, vicino al confine con la Germania, dove pensavo di fermarmi per la notte, la perlustro un po’ in cerca di un albergo ma la trovo brutta e caotica, per nulla rassicurante.

Decido di proseguire verso ovest e prima di quanto pensassi passo il confine tedesco, anche quì cerco una sistemazione per la notte ma non trovo nessun posto che mi convinca a fermarmi.

Arrivo a Marckredwitz, mentre ormai vinto dalla stanchezza mi appresto a chiedere ospitalità nell’albergo che mi sembra più accettabile, si fa avanti una signora, dice che anche lei ha una moto, una Yamaha Virago 535, non parla italiano ma suo marito è di origini italiane e può indicarmi un albergo migliore, lontano dal caos del centro cittadino, mi ispira fiducia e così la seguo.

Grazie a loro trovo alloggio in un ottimo posto, seppure non esattamente economico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giorno seguente comincia la discesa verso sud, ma la vacanza non è ancora finita.

Arrivo nella Bayerischer Wald, (Foresta Bavarese), una zona che conosco molto bene perché ci vengo quasi ogni inverno da diversi anni in occasione dell’Elefantentreffen.

Ci sono già stato un paio di volte d’estate, mi piacciono i paesaggi di verdi colline e boschi maestosi, le strade dolcemente tortuose, mi piace che non sia stata ancora raggiunta dal turismo di massa e quindi la tranquillità di cui si può godere, apprezzo anche i piatti tipici di questa terra, penso possa essere un piccolo paradiso per chi ha gusti simili ai miei.

Prendo alloggio in un albergo dove ero gia stato diversi anni fa, nel viaggio di Schonberg, da qui mi spingo a Regensburg  per visitare il Walhalla che avevo trovato chiuso quando passai da quelle parti nel 2001.

 

Il Walhalla è un tempio neoclassico ubicato nei pressi di Ratisbona, su una collina posta lungo le sponde del Danubio.

Il vasto complesso fu voluto da Ludovico I Re di Baviera, che volle incarnare in un'architettura la tradizione nordica del Valhalla, ovvero del luogo in cui si riunivano le anime degli eroi deceduti in guerra.

L'edificio, che doveva servire per ospitare busti e tavole commemorative di personaggi importanti della storia e della cultura della Germania, fu realizzato tra il 1830 ed il 1842.

Dal punto di vista architettonico, il monumento è costituito da un tempio in stile dorico, ispirato al Partenone e posto su un possente basamento al quale si accede mediante ampie scalinate.

(da Wikipedia N.d.A.)

 

I busti presenti all’interno rappresentano grandi personalità non strettamente di nazionalità tedesca ma appartenenti alla cultura germanica e da quanto ho potuto notare dai diversi stili, ne sono stati aggiunti anche in epoca più recente.

Purtroppo all’interno sono presenti alcuni ponteggi per il restauro del soffitto che avviliscono l’insieme, anche la facciata che da sul Danubio è in fase di restauro e abbruttita dai ponteggi per cui evito di fotografarla, però la splendida giornata permette di godere di un panorama davvero notevole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ludovico I Re di Baviera

 

 

 

 

 

 

 

Wolfgang Goethe

 

Martin Lutero

 

Josef Radetsky

 

Guglielmo I Imperatore di Germania

 

Paracelso

 

Erasmo da Rotterdam

 

 

Albrecht Dürer

 

 

Massimiliano I Sacro Romano Imperatore

 

 

 

Caterina II Imperatrice di Russia

 

 

Federico II di Svevia, Sacro Romano Imperatore

 

Wolfgang Amadeus Mozart

 

Federico Barbarossa, Sacro Romano Imperatore

 

Ottone I Il Grande, Sacro Romano Imperatore

 

Enrico I di Sassonia detto l'Ucellatore

 

 

Nei giorni seguenti visiterò la Bayerischer Wald, la famosa “Buca” di Loh dove si tiene il mitico raduno invernale, arrivandoci da est, percorrendo in senso opposto quella strada che d’inverno venendo da Solla vedo inoltrarsi nella foresta facendosi sempre più misteriosa e inospitale.

Vedere questo luogo così vuoto e verde, senza neve, tende e bivacchi fa un effetto particolare anche se non è la prima volta che passo di quì in estate.

Visito il Museumdorf Bayerischer Wald a Tittling, un museo all’aperto che ospita più di 150 antichi edifici originali della Baviera, ricostruiti su un area di oltre 20 ettari.

Il museo è davvero interessante anche se un po’ indietro rispetto a quello analogo che visitai nel 2008 in Schwarzwald, (Foresta Nera), deve essere stato aperto relativamente da poco, ma sono convinto che migliorerà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo qualche giorno lascio la Bayerischer Wald dirigendomi ancora verso sud ovest in un lento riavvicinamento all’Italia.

La prima tappa è Rosenheim, ultima città in Germania prima del confine austriaco e del Brennero.

Ci arrivo percorrendo lo stesso itinerario fatto tante volte tornando dall’Elefantentreffen, Garham, Passau, Muldorf, Haag, Rosenheim.

Qui mi torvo coi mio padre e mia madre che erano stati in quei giorni a vistare i castelli di Hohenschwangau e Neuschwanstein nei pressi di Fussen, anche loro devono passare da Rosenheim per fare il Brennero e rientrare a casa, così ne approfittiamo per trovarci e passare una serata insieme.

Quella sera ceniamo e pernottiamo alla Gasthof Hoensteiger, la stessa dove mi fermo frequentemente nei miei viaggi all’Elefantentreffen, è un piacere vedersi e raccontarsi i propri viaggi, anche se è un po’ strano farlo quì e non al tavolo del soggiorno di casa nostra, ma lì ci arriveremo l’indomani sera dopo altri 550 km di una veloce trasferta autostradale.

 

Max “Free Biker” Pavia