85° Anniversario della Moto Guzzi - GMG (Giornate Mondiali Guzzi) 2006

Mandello del Lario (Lecco)

15/16/17 Settembre 2006

 

 

Storia recente

 

Il  Raduno Moto Guzzi di Mandello del Lario è storicamente biennale, ma dopo l’80° anniversario tenutosi nel 2001, la dirigenza Guzzi di allora annunciò che sarebbe diventato annuale, (penso che la cosa facesse parte dei piani per il rilancio del marchio), la manifestazione si tenne così anche nel 2002 e nel 2003.

Nel 2003 venne introdotta la sigla GMG, Giornate-Mondiali-Guzzi, (sigla che non mi ha mai entusiasmato granchè…).

Presumo nel tentativo di far crescere l’evento lo si porto ad una settimana di durata infarcendolo di attrazioni turistiche alcune delle quali avevano poco a che vedere col motociclismo, tipo gite in battello sul lago, ma la decisione più disgraziata fu quella di spostarlo a Luglio nel tentativo di farne tutt’uno col raduno dello Stelvio, (manifestazione nella quale la Moto Guzzi è molto presente).

Altra motivazione dello spostamento a Luglio, dicevano alcuni, era la minore possibilità di precipitazioni, a Mandello la pioggia è quasi di regola, delle mie 4 partecipazioni, (2001-2002-2005-2006), solo quella del 2002 non è stata tormentata dalla pioggia.

Personalmente non ho mai fatto mistero di non approvare questa decisione, per tre motivi:

1° la tradizione vuole la manifestazione a settembre.

2° preferisco la qualità alla quantità, spostare Mandello a Luglio era un tentativo di coinvolgere tiepidi appassionati che in caso di pioggia sarebbero stati a casa.

Se sei Guzzista e ci tieni al marchio vai a Mandello in ogni caso, se la pioggia ti spaventa allora stai pure a casa.

3° preferisco un week end umido che uno torrido, gusti personali.

Avversai tanto la cosa da arrivare ad organizzarmi con un pugno di altri Guzzisti per andare a settembre a far festa a Mandello nei giorni in cui avrebbe dovuto tenersi il raduno.

Il 2003 fu un anno torrido, io non partecipai al raduno ufficiale, ma a quanto sentii diede più fastidio il caldo di quanto ne avrebbe dato la tanto temuta pioggia, ad ogni modo penso che il progetto non diede i risultati sperati.

Il raduno tornò ad essere biennale e settembrino, si arrivò così al 2005.

Nel 2006 si è tenuto perché ad ogni lustro di storia della rinomata casa motociclistica, si fa uno strappo alla regola, (1995-75°, 2001-80°, 2006-85°).

 

Cronaca del raduno

 

Memore dell’enorme afflusso di Guzzisti in occasione dell’80° anniversario nel 2001, (vidi tende piantate nelle aiuole in mezzo alla strada), sarei volentieri partito il venerdì pomeriggio, in modo da trovare facilmente posto per campeggiare sulle rive del lago, ma impegni di lavoro non me lo permettono, per cui devo adattarmi a partire il sabato mattina.

Alla fine è stato un bene non essere stato presente dal venerdì, perché pare che nella notte ci siano stati dei furti nelle tende ed addirittura qualcuno abbia rubato lo striscione di un Guzzi Club.

Sabato mattina verso le dieci ci mettiamo in strada, altri amici ci raggiungeranno nel pomeriggio, il percorso è breve da Pavia sono circa 100 km.

Oltrepassata Milano si punta a Nord verso il lago di Como, a mio parere il percorso è terribilmente normale fino a Lecco da qui il paesaggio comincia a diventare piacevole e caratteristico.

Mi stupisce non vedere lunghe carovane di moto salire verso Mandello, le moto in circolazione si intensificano solo nei pressi di Abbadia Lariana, quando si è praticante arrivati.

Questo mi fa pensare che il raduno sia scarsamente affollato, forse le infauste previsioni meteo hanno sconsigliato molti dal mettersi in viaggio, tuttavia a dispetto delle previsioni la giornata è discreta.

Arriviamo a Mandello del Lario poco dopo mezzogiorno, e piantiamo le tende in riva al lago, precisamente al Lido.

Il raduno non mi è parso affollato come in occasione dell’80° anniversario ma c’era comunque tanta gente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Va detto che questo non è un raduno classico con la zona recintata dove si svolge il tutto, oltre allo stabilimento Moto Guzzi in quei giorni aperto alle visite, ed al piazzale antistante, il polo principale della manifestazione è il Villaggio GMG, praticamente la piazza principale di Mandello del Lario e zone limitrofe, compresi i giardini pubblici ed il lido.

Questa zona detta “villaggio GMG” ospita anche il palco, gli stand gastronomici, e quelli della stampa di settore e di alcune associazioni di appassionati, Anima Guzzista, e Moto-Guzzi.it.

I motociclisti campeggiano ai giardini ed al lido, o al Camping Continetal o ancora si affollano negli alberghi che immagino in quei giorni siano prenotati da mesi.

Nonostante ci siano da qualche hanno efficaci stand gastronomici, i bar ed i ristoranti di Mandello in quei giorni sono affollati di motociclisti.

Bar e locali come pure molti altri esercizi pubblici sono debitamente addobbati, si trovano modellini, oggetti guzzistici vari, ed addirittura moto intere esposte perfino nelle vetrine dei negozi di alimentari o di abbigliamento.

In occasione del GMG Mandello si veste di guzzismo.

Noi pranziamo in piazza ad uno stand che sforna ottimi piatti di pasta davvero al di sopra della media per un raduno.

A Mandello incontri gente che magari non vedi per tutto l’anno e poi la trovi lì e così il pomeriggio passa tra saluti e bevute, non dimenticando di ammirare arzille Guzzi d’epoca e interessanti preparazioni ovviamente sempre su base Moto Guzzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’organizzaione del GMG aveva preparato un programma inteso, dalla classica vista alla fabbrica, galleria del vento e museo della Moto Guzzi, con pranzo alla mensa aziendale per l’occasione aperta a tutti, a mostre, e itinerari mototuristici guidati.

Io però ho gia visitato un volta lo stabilimento Moto Guzzi, (magari prima o poi ci ritornerò), non sono particolarmente interessato alle mostre, ed i tour preferisco farmeli da me, inoltre il programma ufficiale prevedeva diverse formule di iscrizione che andavano dai 10 ai 35 euro, non esattamente a buon mercato, certo ti davano dei gadget ma non si va per quello ai raduni, per questi motivi ho preferito a passare la giornata girando per il paese, gustandomi il vivace popolo guzzista in festa, questo per fortuna è gratis ed è il vero spirito del raduno.

 

 

 

 

 

 

 

Un amico guzzista, per la prima volta a Mandello mi fa notare che per lui c’è troppa gente e troppa confusione e che non si trova a suo agio ad eventi di questo tipo, forse ha ragione, ma penso che per una volta ogni tanto si può anche sopportare specie se si tratta di festeggiare gli 85° anni di Mamma Guzzi.

 

 

Credo che questo raduno se da un lato mette in luce il grande amore che un alto numero di appassionati ha per lo storico marchio italiano, dall’altro evidenza la distanza tra il popolo guzzista, composto da motociclisti e rudi biker e la dirigenza della Moto Guzzi composta ovviamente da manager, due tipologie di persone difficilmente conciliabili, con questo voglio dire che si nota di non essere ad un raduno organizzato “from bikers to bikers” ma bensì da una casa motociclistica.

Tuttavia bisogna riconoscere che il programma preparato dalla Moto Guzzi non è affatto una cosa sbagliata perché permette anche a chi non è classico “tipo da raduno” ma un semplice appassionato del marchio di passare un week end interessante.

Noi dal canto nostro siamo riusciti, pur senza seguire alcun programma, a vivere due giorni intensi all’insegna della passione per la Moto Guzzi e dell’amicizia tra motociclisti, concludendo il week end pranzando e tirando tardi al ristorante “Al Verde”, storico ritrovo dei guzzisti in visita a Mandello, che infatti è addobbato anche con foto e cimeli guzzistici.

Siamo infine rientrati a casa nella tarda serata di domenica, un 85°anniversario certamente da ricordare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perchè sono Guzzista

 

Il celebrare con questo articolo l’85° anniversario della Moto Guzzi, mi porta inevitabilmente a spiegare il motivo delle mia passione per lo storico marchio lariano.

Non sono un appassionato di tecnica della motocicletta, quello che mi colpisce in una moto sono le sensazioni ed emozioni che questa può scatenare, e la Moto Guzzi mi affascina con la sua linea e la sua meccanica sobria, semplice e classica, seppur interpretata oggi in chiave più moderna.

Il fatto di montare da circa 40 anni il classico bicilindrico a V, frontemarcia, non è, per me, un anacronismo ma una scelta di tradizione.

Ma soprattutto sono affascinato dal fatto che nella Moto Guzzi vedo la vera “Motocicletta Nazionale”.L’Italia in sella ad una Guzzi ci è andata in guerra.

In Guzzi viaggiano le scorte di Presidenti e personalità importati, le forze dell’ordine, (queste purtroppo sempre meno), e pure rudi biker, così lontani dai personaggi appena nominati, però sono in sella alla stessa motocicletta.

La Guzzi ha motorizzato l’Italia e non solo tramite le grosse motociclette ma anche con veicoli alla portata di tutti come il Galletto e mezzi da lavoro come ad esempio il motocarro Ercole o militari come il Mulo Meccanico.

Come dimenticare la tradizione sportiva, arrivata alla sua massima espressione con la mitica 500 otto cilindri? …e la tradizione turistica dei grandi viaggi, cominciata con la Norge con la quale nel 1928 Giuseppe Guzzi raggiunse il Circolo Polare Artico e continuata ancor oggi dai vari modelli della casa di Mandello, (lo storico nome Norge è stato tra l’altro ripreso per una delle ultime nate in casa Guzzi).

In sella ad una Guzzi mi sento parte di una tradizione motociclistica che prosegue di generazione in generazione, mio nonno ha avuto due Moto Guzzi e non è raro che qualche anziano signore vedendoti in sella a questa moto ti confidi le sue avventure giovanili in sella al suo vecchio Falcone,  Lodola, Zigolo, Airone, Astore ecc.

Abbiamo la fortuna di avere in Italia una casa motociclistica di grande storia e tradizione e che conta appassionati ed estimatori in tutto il mondo, credo che qualsiasi motociclista dovrebbe sentirsi onorato di cavalcare una Moto Guzzi o almeno portare grande rispetto per questo orgoglio nazionale, per questo “fatto italiano che il mondo ci invidia”.

 

Max “Free Biker” Pavia