...A Mamma Guzzi

(lettera alla Moto Guzzi scritta nel 2007, oggi è purtroppo ancora attuale)

 

All’indomani della presentazione della nuova Bellagio voglio con questa lettera rivolgermi alla dirigenza della Moto Guzzi ed esporre quelli che sono i miei pensieri sugli ultimi modelli e sulla “strada” intrapresa dal essa intrapresa.

Si tratta di pensieri, domande, inquietudini, fastidi, che da un po’ vado maturando. Penso che alcune scelte dall’attuale gestione non rappresentino ne tengano conto deiVecchi Guzzisti, quelli che hanno permesso, con la loro passione, di tenere in piedi l’amata Casa di Mandello anche negli anni più bui.

Non so se posso definirmi un Vecchio Guzzista, cavalco un’Aquila di Mandello solamente da nove anni, ma si tratta della maggior parte delle mia vita motociclistica.

Penso quindi di poter affermare che lo spirito con cui ho scelto questa moto, con il quale la guido, con il quale mi chiamo orgogliosamente guzzista è lo stesso di chi, anche per ragioni anagrafiche lo fa da più tempo.

Nella Guzzi ho sempre visto una moto semplice, magari un po’ anacronistica, ma dallo stile e personalità solide, lontano dalle mode e da un certo motociclismo trendy oggi molto in voga.

Tuttavia, guardando l’attuale catalogo Moto Guzzi, vedo che non si sta percorrendo questa “strada”.

Sono stati introdotti dei nuovi modelli, alcuni validi, ma lo stile classico viene trascurato.

 

Prendiamo in esame l’attuale produzione.

Breva: è una buona moto, la vedo piuttosto innovativa, ma ci può stare.

Norge: può essere considerata un erede dell’SP e quindi benvenuta anche a lei.

Griso: mi sembra azzeccata, sia nell’estetica, che nel nome “manzoniano”, ideale per una moto nata “…su un ramo del lago di Como”.

1200 Sport: mi sembra molto omologata allo stile naked tipo Buell o Yamaha Bulldog, sinceramente penso che le vecchie V11, specie la prima verde con telaio rosso, avessero una linea molto più originale.

Se si voleva fare una nuova sportiva avrei visto meglio una versione stradale della MGS-01.

Stelvio: l’ho vista solo di sfuggita su internet, ci può anche stare, ma mi domando quanti guzzisti sceglieranno una enduro, visto che già di Quota non se ne vendettero molte.

Comunque a me personalmente le enduro non danno alcun sentimento.

 

Non mi curo molto della serie piccola, attualmente possiedo una California Jackal, (modello azzeccato, in quanto forniva una California anche a chi non aveva disposizione grosse somme o aveva in animo di customizzarla, azzeccato a mio parere anche nel nome, inutilmente cambiato in Stone e poi prontamente tolta dal listino), passare ad una serie piccola sarebbe un passo indietro, comunque dovendo esprimere un parere dirò che la Nevada pur essendo un’ottima media ha una linea datata e parlando solo di linea, non di tecnica e finiture, le vecchie serie V35-50-65C e Florida erano meglio.

La Breva 750…  è una Nevada a cui è stato cambiato l’abito, non mi fa impazzire, ma forse “veste meglio” così.

 

Ma veniamo ora alla Bellagio alias 940 Custom, (almeno ci è stato risparmiato il nome custom ad una moto che tale non è).

La Bellagio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che mi ha convinto a scrivere questa lettera.

Penso che con quel telaio si poteva fare decisamente di meglio, dare alla moto una connotazione più cafè racer.

Anni fa’ avevo visto su internet un bel progetto con un telaio simile, ne allego la foto.

 

 

Possibile, mi chiedo, che un anonimo disegnatore sia riuscito a realizzare qualcosa di migliore dei progettisti Guzzi? …e questo discorso può valere non solo per la Bellagio.

Possibile che non si sia arrivati a capire che ci voleva un serbatoio dalla linea più filante, sottile, invece di quello del California? Che fra l’altro è piuttosto datato come linea.

Un manubrio più piccolo, più classico, su una moto che di fatto non è una custom?

Possibile che non si sia notato che nella moto realizzata si perde di vista il nuovo telaio e si ha più l’impressione che questa sia una California modificata?

Modificata come? Con la modifica meno fattibile su una California, (come vi direbbe qualsiasi customizer o anche un semplice appassionato), accorciare il parafango posteriore, perché così si mette troppo in risalto la “luce” tra questo e la ruota e si fa sembrare la moto troppo corta.

Mi domando per cosa è stata progettata questa moto? non per un uso turistico, perché non c’è capacita di carico e starebbe malissimo con uno schienale, un parabrezza e delle borse, le quali ammesso che si possano applicare nasconderebbero l’unica cosa bella: lo scarico.

Quindi, non è una turistica, non è una custom, non è una naked, cos’è? Un esercizio stilistico mal riuscito di qualche progettista? Non sarebbe stato il caso di fare un indagine di mercato prima di produrla? Forse l’avrete fatta, ma parlando coi guzzisti e leggendo su vari forum motociclistici vedo che sta moto non piace quasi a nessuno.

Oppure si è voluto fare “la moto per andare al bar”? Badate che il guzzismo è stato sempre sinonimo di grandi viaggi, non di motociclisti trendy che fanno il lungo lago e si fermano in gelateria.

 

Possibile che si siano persi tempo e risorse a progettare questa “cosa” quando c’è la California che nonostante le grandi migliorie apportate come linea è ferma al California III, anno 1987.

 

Ecco, la California, parliamo della California, il modello di gran lunga più longevo della produzione Guzzi attuale, e forse di sempre, per chi non lo sapesse sono quasi 40 anni che la Guzzi ha in catalogo un modello a nome California.

Oggi ne ce ne sono in catalogo due.

California Classic: praticamente una EV con alcune modifiche ed a cui è stato cambiato il nome, (la California EV usci nel 1997, dieci anni fa).

California Vintage: bella, ma a mio parere fatta più per collezionismo che altro, più per essere bella che pratica, lo si evince dalle borse piuttosto piccole, (30 lt. contro i 40 lt. delle Hepco & Becker da anni montate sulle California), e anche delicate così dipinte e poi dal parabrezza inspiegabilmente sottile, non si faceva prima e meglio a montare quello simile, ma più spesso, già presente nel catalogo degli accessori?

…e comunque questa moto, bella fin che volete, rimane un restyling della California EV o Classic che dir si voglia.

 

Qualcosa di un po’ innovativo, (non troppo…), poteva essere la California Touring, ed infatti è stata prontamente tolta dal listino.

 

Io penso che questo modello così storico e che ha sostenuto le sorti del marchio per tanti anni meriti maggior attenzione e sentendo in giro, ai raduni, sui forum motociclistici, sono in molti a pensarlo.

La dirigenza Guzzi si è mai degnata di dare un occhiata ai raduni, alla base dei guzzisti o guarda solo al trend del momento?

Perché il guzzismo passa anche attraverso queste cose, attraverso il Vecchio Guzzista che gira da anni con la sua moto, magari arrugginita e tenuta in insieme col fil di ferro.

Quello che si compera i gadget e l’abbigliamento marchiati Moto Guzzi, il più delle volte aftermarket perché quello ufficiale, guada caso, è troppo trendy per i suoi gusti.

La dirigenza Guzzi conosce qualche personaggio così? Ci ha mai parlato? Io direi che sarebbe una bella mossa da parte vostra degnarci di un po’ di attenzione, perché noi siamo guzzisti per passione da ben prima che voi lo diventaste per business.

È vero che senza dirigenti, uomini d’affari, imprenditori, non può esistere nessuna casa motociclistica, ma è altresì vero che senza guzzisti la Moto Guzzi avrebbe chiuso da tempo.

Perché il motociclista trendy, che forse si prenderà la Bellagio, dov’era dieci, venti, trent’anni fa? E dove sarà tra dieci, venti o trent’anni, quando magari ci saranno nuovi periodi di crisi?

Capisco che per tenere aperti bisogna per prima cosa vendere, ed infatti non vi dico di rinunciare a certi modelli, seppure non li veda molto degni della tradizione Guzzi, solo vorrei che si tenesse in maggior considerazione questa tradizione e chi per anni la portata avanti, i Vecchi Guzzisti di cui ho parlato, sapete con che moto girano costoro? Per la stragrande maggioranza California.

Non vi passa per la testa che forse una nuova California ci vorrebbe? Nuova davvero intendo, come quando dal California 850 GT si passò al California 850 T3 e da questo al California II e poi al California III.

Magari motorizzata 1200, il motore 1200 è già pronto, quello della Norge, magari senza quegli orribili inserti neri sui coperchi delle punterie.

In dei momenti di sconforto, vedendo certe invenzioni dell’attuale dirigenza, ho perfino pensato che c’era da augurarsi che almeno la California non la toccassero, che non ci si poteva aspettare belle moto da chi produceva il Ciao…

Ma come ho detto sono momenti di sconforto e voglio ancora sperare che mi facciate ricredere.

Forse posso sembrare troppo critico, ma è proprio perché amo il marchio che mi addolora e mi fa rabbia vederne trascurata la tradizione.

Noi guzzisti amiamo la nostra moto, il suo marchio, la sua storia, non ha caso ho intitolato questa lettera “…a Mamma Guzzi”

Conosco customizer o anche semplici guzzisti appassionati che si fanno la moto in garage, i quali potrebbero fornire ottimi spunti e consigli, forse è il caso di interpellarli e di dare un occhiata alle loro realizzazioni, perché, so di ripetermi, ma questa cosa è importante e va tenuta a mente, noi siamo guzzisti per passione da ben prima che voi lo diventaste per business.

 

Max “Free Biker” Pavia