16/17/18/19 Luglio, Tour sulle Alpi e Biker Days 2009 Falken MC Sudtirol, Vipiteno


Ero stato a questo raduno una sola volta nel 2003, per di più si
tratta di un evento biennale, così quest’anno ho deciso di tornarci abbinandoci
un bel giro attraverso le Alpi.
Parto giovedì pomeriggio, mi sono dirigo verso nord, passata la trafficata
tangenziale di Milano punto verso Lecco, da quì costeggio tutta la sponda
orientale del lago di Como fin poco oltre Colico, per poi svoltare verso est in
Valtellina.
Passata Sondrio giungo ad Aprica sul far della sera, quì pernotto in un piccolo
ma accogliente campeggio poco fuori dal centro abitato nei pressi del Passo
dell’Aprica.
Il Passo dell’Aprica è segnato sulle carte, ma percorrendo la strada nemmeno
sembra di fare un passo, forse non c’è nemmeno un cartello ad indicarlo.
Il campeggio non è male, c’è una forte presenza di stanziali con roulotte
attrezzate come veri e propri chalet alpini che ne fanno davvero un bel
quadretto, anche se per chi è solo di passaggio rimane poco spazio, ma nel mio
caso del tutto sufficiente.
Costa strana ed un po’ fastidiosa, il tipo del camping che al check-in mi ha
chiesto di lasciare il casco fuori dalla reception, chissà perché? Forse vedendo
un biker brutto sporco e cattivo temeva che lo aggredissi.
Cena al ristorante del camping, tagliatelle panna e funghi, carpaccio di
bresaola, un paio di birre caffè e bicchierino di braulio, niente di
eccezionale, ma discreto.
Dopo cena una fumata di pipa, una birra e quattro chiacchiere con dei ragazzi
del posto al baretto del camping.
L’indomani sveglia di buon mattino, del resto mi ero ritirato prestissimo quella
notte.
Smontata la tenda e ricaricata la moto, faccio un’abbondante colazione
montanara, (affettati, formaggi, pane, burro e marmellata), mentre osservo una
squadra di boscaioli che si appresta alla giornata di lavoro ed un fattore che
si dedica alla mungitura nella stalla di fronte, per noi gente di città non sono
cose che si vedono tutti i giorni.
Rimonto in sella, arrivo Ponte di legno, la rinomata località vacanziera non mi
attira particolarmente preferisco di molto lo scenario del Passo del Tonale che
incontro poco dopo, anche se non essendo in stagione sciistica mi sembra un po’
abbandonato.
Comunque lo spettacolo è davvero notevole, alta montagna, cime vertiginose.
Al Passo del Tonale visito un sacrario militare della Grande Guerra,
sull’architrave della porta d’ingresso una lapide invitava al rispetto di coloro
che qui riposano.
Purtroppo questa richiesta rimane disattesa dai più, alcune signore all’interno
chiacchierano rumorosamente tra loro, il registro delle visite è tutto pieno di
scritte disordinate, davvero maltenuto, ho visto firme di gente che seppur su
opposte fazioni ha cazzeggiato col suo fanatismo sulla morte di questi poveri
soldati, c'è chi ha scritto "forza, onore e gloria" e cose simili e addirittura
firmato col sangue e chi ha scritto "mai più guerra" e cazzate pacifiste.
Forse un sacrario militare non ha l’attrattiva turistica di una pista da sci o
un albergo a cinque stelle ma merita di essere rispettato molto di più,
purtroppo in questo caso non è stato così, secondo me anche le autorità preposte
non se ne curano come dovrebbero.
Comincia piovigginare così decido di scendere velocemente dal passo.
La discesa è un po’ impegnativa, piuttosto ripida, per di più sulla strada vi
sono molti lavori in corso.
Proseguendo passo in Trentino Alto Adige e svolto verso nord per il Passo delle
Palade.
Per tutto il giorno è piovuto a tratti, ma qui la pioggia si fa piuttosto forte
cosi decido di fermarmi per pranzo.
Al ristorante comincio a sentir parlare in tedesco ed anche quando mi rispondono
in italiano l’accento è quello, così mi accordo di essere ormai arrivato in Alto
Adige o Sud Tirol che dir si voglia.
Ordino un primo con un nome in tedesco che non mi ricordo, dovrebbe essere una
specialità tirolese ma alla fine sono dei ravioli di spinaci al burro fuso,
comunque buoni.
Dopo pranzo ha smesso di piovere e mi rimetto in viaggio, prima di partire il
padrone del ristorante mi fa qualche domanda sulla moto e chiede se sto andando
al raduno.
Trovo strano che in questa amena località montana, una persona che non a niente
a che vedere con l’ambiente biker sappia di questo evento, deve davvero
trattarsi di qualcosa di importante per la zona.
Proseguo per il Passo delle Palade che conduce a Merano, attraverso la città e
mi immetto nella Val Passiria, uscendo dalla quale mi inerpico su per il Passo
di Monte Giovo.
Questo è il passo più alto di tutto il percorso, 2094 mt. pioviggina ma la
temperatura resta sui 20° così, per fortuna, non c‘è il rischio che la pioggia
si tramuti in neve.
Dopo il classico “caffè al passo” scendo verso Vipiteno ed arrivo finalmente al
Biker Days.
È venerdì pomeriggio ma il raduno è già abbastanza affollato.
Purtroppo comincia diluviare proprio mentre sto piazzando la tenda, cosa che mi
fa imprecare non poco.
Da questo momento non smetterà quasi mai di piovere fino a domenica, la tenda
terrà fino a sabato mattina, poi comincia a filtrare l’acqua, niente di strano
se si pensa che affiorava anche nel tendone del raduno.
Il sabato mattina esco dalla tenda infreddolito ed umidiccio gli stivali western
hanno tenuto davvero poco, ci sono solo 9° e non riesco a scaldarmi nemmeno con
3 caffè uno dietro l’altro, per di più non c’è nemmeno un falò.
Sui monti circostanti scendere addirittura la neve.
Nel pomeriggio decido di trovarmi un albergo per passare la notte all’asciutto,
tanto qui funziona un servizio taxi 24 ore su 24, apposta per il raduno, da
queste parti la polizia non scherza e non è consigliabile guidare se si è fatto
festa e alzato il gomito.
Raccolgo tutti i bagagli tranne la tenda perché davvero non ho voglia di
mettermi a smontarla sotto la pioggia bagnandomi ulteriormente.
Pare che Vipiteno sia al completo come ricezione alberghiera a causa del grande
evento, ma fortunatamente riesco a trovare un alberghetto semplice ma economico
aggrappato al fianco di un monte.
Dopo una doccia calda ed un cambio d’abiti scendo in taxi a Vipiteno, in una
birreria del centro mi riscaldo con una gulashsuppe e poi ho visito un po’ la
città vecchia.
Torno al raduno nel tardo pomeriggio e vi rimango fin verso le 3 del mattino,
verso quell’ora faccio un incontro interessante… ma purtroppo appena dopo aver
chiamato il taxi per riportarmi in albergo.
Due parole sul Biker Days: si tratta
davvero di un grande vento che coinvolge tutto il circondario. Non c’è locale
che non abbia esposta la locandina e in distribuzione i booklet informativi.
Ci sono alberghi e servizio taxi convenzionato.
L’area campeggio è un bel prato, unico neo le zone ombrose sono praticamente
nulle, quest’anno cmq non se n’è sentita la necessità.
Ci sono molti stand di articoli biker, allo stand del club la patch del raduno
costa solo 5 euro.
Ci sono molte attrazioni, anche se quest’anno qualcosa è saltato per il maltempo
l’esibizione di freestyle è stata davvero mozzafiato.
Avrebbe dovuto tenersi anche una corteo in moto per il centro di Vipiteno ma
anche questo è saltato per la pioggia.
Ci sono ben due tendoni ognuno con palco e musica live.
Vari stand gastronomici e vari punti bar, birra chiara e waizen a 3 euro il
bicchiere, ristorazione nettamente sopra la media e varia, bratwurst, costine,
pollo, stinco, pasta, dolci, per di più ad ottimi prezzi, io ad esempio ho preso
un ottimo stinco di maiale con patate fritte a soli 9 euro.
C’è un grande affluenza di free biker e club dall’Austria e dalla Germania,
anche gli italiani non mancano ma è molto più facile sentir parlare tedesco,
l’atmosfera è comunque tranquilla e cordiale per tutti.
Oltre ai biker ci vanno anche molti giovani di Vipiteno e dei dintorni attratti
dalla musica e dalla festa in genere, questo crea un po’ di ressa sotto al
tendone principale, ma l’area è talmente grande da non esservi rischio di
sovraffollamento.
Bisogna comunque mettersi in mente che ci si trova ad un grosso evento, se amate
i piccoli party for biker only allora il questo raduno non fa per voi, ma io che
pure apprezzo quei piccoli eventi, dico che ad un Biker Days almeno una volta
non si può mancare.
Tutto questo con ingresso gratuito, almeno per chi arriva in moto.
Pensando a quanto costano generalmente gli ingressi ai raduni si resta davvero a
bocca aperta.
Domenica mattina mi sveglio tardi, fuori splende un bel sole ed il cielo è di un
azzurro intenso, rotto solo da qualche nuvoletta, temperatura sui 20° peccato
che non sia stato così anche nei giorni clou del raduno.
Torno al raduno per smontare la tenda e vedo che qui la festa non è ancora
finita, penso che si avvierà alla fine solo nel tardo pomeriggio di oggi.
A ricordare il freddo del week end trascorso rimangono solo le alte vette
imbiancate di neve.
Una veloce tirata in autostrada, con solo due soste per rifornimento, mi porta a
casa per archiviare anche questa avventura.
Max “Free Biker” Pavia